Un Software Defined Storage (SDS) flessibile, VxFlex (it)

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In modo semplice possiamo spiegare il concetto di Software Defined Storage (SDS) affermando che il software dello storage non è definito dall’hardware su cui gira (storage tradizionale), in un SDS il software di storage è disaccoppiato dall’hardware e può essere eseguito su qualsiasi hardware standard.

Una delle differenze fondamentali tra uno storage tradizionale e un sistema SDS sta nella modalità di accesso ai dati e ai servizi dei dati (protezione, copia locale o remota, ecc.). In un sistema SDS l’accesso ai dati viene effettuato grazie a un’astrazione del piano storage (data plane), attraverso un software o hypervisor eseguito sui server (control plane). Allo stesso modo i servizi dati sono erogati e gestiti dal software. Proprio come nel mondo VMware, dove vSphere è una soluzione di compute software defined con innegabili vantaggi, un sistema SDS utilizza concetti simili per ottenere i vantaggi della virtualizzazione a livello storage.

A seconda del tipo e della varietà di hypervisor supportati dal sistema ci sono diverse possibili implementazioni di SDS, fondamentalmente possiamo considerarne due: soluzioni SDS che supportano un singolo hypervisor o soluzioni SDS che supportano configurazioni multi-hypervisor e anche bare-metal.

In questo post parleremo di cosa significa un Software Defined Storage flessibile, in particolare analizzeremo la soluzione SDS Dell EMC VxFlex. Vedremo anche come VxFlex sia in grado di replicare i vantaggi delle soluzioni di storage “tradizionali” offrendo allo stesso tempo le prerogative della HCI.

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Dell EMC Infrastructure as Code (IaC) (it)

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Cloud, container, Kubernetes, IaC e DevOps sono oggi tra i termini più ricercati su Internet per un semplice motivo, la necessità di accelerare lo sviluppo di applicazioni. Per attuare questa tendenza, l’infrastruttura di storage a supporto deve essere configurata in ogni momento in base alle esigenze delle applicazioni seguendo un approccio pratico che consenta di “costruire” l’infrastruttura in modo analogo a come si costruiscono le applicazioni, cioè, usando codice.

Wikipedia definisce IaC (Infrastructure as Code) come “il processo di gestione e provisioning dei data center dei computer attraverso file di definizione leggibili dalla macchina, piuttosto che configurazione hardware fisica o strumenti di configurazione interattiva.”

Si potrebbe pensare che per implementare l’IaC sia sufficiente scrivere una serie di script che consentano un certo grado di automazione. Tuttavia è chiaro che il solo uso di script comporti uno sforzo notevole per mantenerli oltre ad un continuo aggiornamento degli stessi quando l’infrastruttura cambia.

IaC è un concetto diverso, la IaC prevede l’uso di best practices e processi di sviluppo software agile per la gestione dell’infrastruttura. La IaC fa parte di DevOps ed è quindi finalizzata alla continuous delivery. Per eliminare la complessità di conoscere in dettaglio come interagire con l’infrastruttura, l’IaC utilizza una serie di strumenti per gestirla tramite codice e orchestratori standard.

In questo post analizzeremo gli strumenti della IaC che consentono un’automazione ripetibile, coerente e solida delle infrastrutture di storage.

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Dell Technologies Cloud (it)

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Un gran numero di data center eseguono le proprie applicazioni in ambienti virtualizzati e pertanto elaborare queste applicazioni in locale o in un cloud provider dipende da una serie di considerazioni che hanno più a che fare con l’efficienza e i costi piuttosto che con un una determinata posizione fisica.

L’uso del cloud continua a crescere rapidamente perché i modelli operativi cloud aumentano l’agilità e consentono l’accesso all’uso di ambienti di sviluppo di applicazioni che accelerano l’innovazione creando vantaggi competitivi.  Secondo alcuni studi di Gartner il mercato del cloud crescerà quasi il doppio entro il 2022 e i costi dell’IT saranno molto più elevati in questo settore che nell’IT “tradizionale”.

È solo una questione di tempo prima che i cloud pubblici e privati si integrino in un unico ambiente Software Defined Data Center (SDDC). Infatti,  sono stati i più grandi cloud provider  a portare avanti questo modello e oggi non c’è dubbio che le soluzioni Software Defined sono il miglior approccio per aver successo nella progettazione di una architettura cloud ibrida.

Se da un lato il cloud fornisce agilità mentre un maggior utilizzo di cloud offre flessibilità, questo crea anche dei silos operativi a causa delle differenze nell’infrastruttura sottostante e all’uso di strumenti di gestione eterogenei. Per risolvere questi problemi Dell Technologies propone una chiara strategia: Dell Technolgies Cloud.

In questo post analizzeremo i componenti principali della strategia cloud di Dell Technologies e in che modo questa sia in grado di offrire un singolo e coerente “esercizio” cloud.

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Sistemi di storage e servizi dati nel cloud (it)

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Il cloud ha subito un notevole sviluppo negli ultimi anni, in quanto sempre più organizzazioni e utenti iniziano a valutare strategie che consentono l’adozione di tecnologie cloud in varie linee di business. Tuttavia, la distribuzione dei dati nei cloud pubblici, vista come un’estensione dell’archiviazione locale, presenta una serie di sfide per l’IT.

Per risolvere questo problema, è essenziale una strategia cloud che consenta, partendo dai dati distribuiti on-prem e off-prem, di accedere a questi e gestirli in modalità integrata. In altre parole, la strategia verso un multi-cloud deve necessariamente prendere in considerazione come prima istanza sistemi di archiviazione con funzionalità cloud integrate, vale a dire sistemi di storage multi-cloud-enabled.

Un’infrastruttura di storage abilitata per il cloud è in grado di non solo estendere, nel senso di spostare i dati da private a public, ma anche nel senso di estendere le operations (come lavoro su quei dati) verso il multi-cloud. In questo modo, il cloud non è un’alternativa, ma un modo per aumentare le funzionalità del data center con risorse aggiuntive disponibili su richiesta.

In questo post esamineremo alcune delle funzionalità cloud implementate a livello di sistemi di storage Dell EMC con particolare attenzione alle capacità che ci consentono di “consumare” lo storage sotto forma di servizi.

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Database machine, soluzioni di tipo “open” (it)

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Il supporto per i workload generati da database di grandi dimensioni richiede spesso architetture specializzate o DB machine.
Consideriamo la seguente definizione di DB machine secondo Wikipedia
“Un DB machine o processore di back-end è un hardware specializzato che memorizza e recupera dati da un database. Un DB machine è appositamente progettato per l’accesso al database con i server di front-end strettamente accoppiati (tighly coupled) da un canale ad alta velocità mentre i server di database sono accoppiati liberamente (loosely coupled) attraverso la rete. Il front-end riceve i dati e li visualizza, il back-end, d’altra parte, analizza e memorizza i dati provenienti dai processori di front-end. Un DB machine fornisce prestazioni superiori, incremento della memoria host, maggiore sicurezza per i database e costi di produzione ridotti”.

È chiaro che il termine chiave che definisce  un DB machine è “soluzione integrata” hardware (server, rete, storage) e software (DBMS). Secondo questa definizione, ci sono 2 possibili implementazioni: un appliance software preconfigurato con l’hardware necessario per eseguire tale software (proposta tipica del fornitore DBMS) o un appliance hardware preconfigurato con il software necessario per essere eseguito su tale hardware (tipica proposta hardware del fornitore).

Anche se a prima vista le due architetture possono sembrare simili, ognuna di esse presenta vantaggi e svantaggi e le implicazioni della loro implementazione in un data center sono molto diverse.

db machine open - definition
db machine open – definition

In questo post analizzeremo entrambe le architetture con l’idea di fornire alcuni spunti di riflessione per orientarsi nella decisione di quale “appliance” rappresenta un’architettura valida in base ai requisiti applicativi e di business.

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